Settimana lunga e intensa. Abbiamo atteso con ansia questo week-end che poi non è mai iniziato: dopo la gastroenterite, venerdì sera Michelle ha iniziato a piangere per un terribile mal d’orecchio…di corsa dalla guardia medica: otite! 
E così ci siamo fatti un bellissimo sabato in casa…praticamente a dormire: sveglia alle 11:30…alle 15:00 di nuovo a dormire per recuperare il sonno perso di notte per febbre e dolore.
Il momento più emozionante della giornata è arrivato alle 20:30, quando in casa nostra si sono spente le luci. Non si è trattato di un blackout, ma avendo aderito all’iniziativa “L’ora della Terra“, siamo stati per un’ora intera a luci spente.
Ovviamente per le bambine abbiamo dovuto trovare una soluzione alternativa, così abbiamo posizionato un paio di candele sul tavolo della cucina, anche perché a quell’ora stavamo terminando di cenare. Per le bambine è stato un divertimento e ci hanno fatto un sacco di domande sul perché stessimo cenando a lume di candela “come al ristorante”. Abbiamo spiegato loro, con parole semplici, che un gruppo di persone che amano e proteggono il mondo, l’ambiente e gli animali (il WWF), ci hanno chiesto di non usare l’elettricità per un’ora…perché l’elettricità fa tanto male all’ambiente! Nessun’altra domanda. Siamo stati esaustivi?
E oggi pomeriggio mi sarei voluta concedere insieme a Nicole una bella biciclettata proprio nella natura. Con un po’ di senso di colpa nei confronti di Michelle, costretta a stare in casa, abbiamo chiesto alla nonna di venire ad accudirla e ci siamo preparate per uscire. Mentre ci stavamo pettinando, sento che Michelle inizia a raccontare alla nonna:
“Nonna, sai che ieri sera abbiamo mangiato senza luce?
“Come senza luce? è andata via la corrente?”
“Noooo! Ieri sera si doveva mangiare con le candele per aiutare la natura. Tu non hai spento la luce?”
“No tata, non lo sapevo”
“Ma non ti hanno chiamata le persone che aiutano il mondo?”
Attimo di silenzio….Poi sono dovuta intervenire per evitare che mia suocera pensasse che avessimo ricevuto una visita dagli alieni.
Rassicurata la suocera, abbiamo finalmente varcato la porta di casa. Abbiamo dovuto rinunciare alle biciclette per via del forte vento, ma ci siamo godute un bellissimo pomeriggio. Io e mia figlia. Una sola. Gelato, passeggiata, un po’ di shopping, visita alla zia Angy e…un sacco di risate.
Era da tanto che non ci prendevamo un po’ di tempo per noi due sole, e ne avevamo bisogno. Dopo giorni di capricci, di musi lunghi e di gelosie, finalmente un sorriso, un lungo abbraccio e un “ti voglio bene mammino!”. 
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Laura. Donna, quasi moglie, mamma tascabile delle twins, orgogliosa zia di due adolescenti e della polpetta, blogger, creartista e webaholic. Scrivo di me, di loro e di tutto...per non dimenticare niente.

1 Comment

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    In effetti, secondo me, dovremmo mettercelo come mantra, trascorrere più tempo solo un figlio per assaporare un bambino diverso, nuovo, senza condizionamenti dal fratellino o sorellina, nel tuo caso a vedere la gelosia, che magicamente si scioglie in quegli attimi solo con la mamma…

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