Due anni fa nel mese di luglio abbiamo passato un week-end a Forte dei Marmi.
Le gemelle avevano cinque anni, quindi erano piuttosto autonome negli spostamenti ombrellone-riva-ombrellone.
Tanto per cambiare avevo un mal di testa da non riuscire a stare in piedi. Mi sono rannicchiata sul lettino sotto l’ombrellone e ho chiuso un attimo gli occhi. Il papy tempo zero dormiva sotto il sole come una lucertola. 
Quando l’antidolorifico ha iniziato a fare effetto, ho riaperto gli occhi. M e’ corsa dalla riva all’ombrellone e mi ha chiesto dove fosse sua sorella.
Ho guardato contemporaneamente a destra, a sinistra, davanti e dietro di me, come nemmeno una mosca avrebbe saputo fare. Niente. Sparita.
Ho svegliato il papy e ci siamo subito diretti uno da una parte e una dall’altra in cerca di N.
E’ stato il momento piu’ brutto della mia vita. Ho pensato che me l’avessero portata via e che non l’avrei piu’ rivista.
Le rughe che ho oggi, sono i postumi di quel giorno.
Mentre stavo ritornando verso il nostro ombrellone, reduce da un’inutile ricerca, una signora che si era accorta del mio panico, mi ha detto che avevano annunciato all’altoparlante il ritrovamento di una bambina e che il papa’ era gia’ andato a recuperarla. Era lei.
Bella tranquilla stava mangiando il chupa chups che le aveva comprato al bar la signora che l’aveva vista smarrita.
E molto serenamente ci ha raccontato che conchiglia dopo conchiglia, ha alzato lo sguardo e non ha piu’ visto sua sorella. Si era guardata intorno e non sapeva piu’ dove di trovava, ne’ dove sarebbe dovuta andare. Finche’ una signora gentile non  l’ha accompagnata dal bagnino.
Credo di avere perso dieci anni di vita!
Sicuramente quando si hanno bambini piccoli, e’ meglio sorvegliarli direttamente, ma purtroppo basta un mal di testa o un colpo di sonno per farci abbassare la guardia.
Crescendo, i bambini acquisiscono sempre piu’ autonomia e non sempre le loro esigenze sono in linea con quelle di mamma e papa’, che vorrebbero godersi un po’ di riposo dopo un anno di lavoro.
Quindi cosa fare per evitare di correre sempre dietro ai bambini?
Quando ovviamente l’eta’ lo consente, possiamo dare loro dei punti di riferimento: l’hotel che si ha alle spalle dell’ombrellone, il numero dello stabilimento balneare o della torretta di salvataggio o comunque di qualsiasi altra cosa sia ben visibile a distanza, in modo che, in caso di smarrimento, possano raggiungere quel punto senza problemi e ritrovare il proprio ombrellone, oppure per chiedere assistenza.
E’ assolutamente vietato chiedere al primo che si incontra: potrebbe essere un approfittatore (#madreansiosa!!). Meglio far vedere ai bambini chi e’ il bagnino e dove trovarlo, cosi’ da potersi rivolgere ad una persona fidata.
Ovviamente non significa che voi possiate addormentarvi per due ore senza pensieri, ma che se avete bambini particolarmente intraprendenti, potete provare a evitare spiacevoli situazioni e a risparmiare qualche decennio di vita…
Se avete altri suggerimenti salva-vita (della mamma) sono ben accetti.
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Laura. Donna, quasi moglie, mamma tascabile delle twins, orgogliosa zia di due adolescenti e della polpetta, blogger, creartista e webaholic. Scrivo di me, di loro e di tutto...per non dimenticare niente.

8 Comments

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    Le due grandi non le ho mai perse, ma con la Micrognoma ho paura che accadrà: lei prende e va senza dire niente a nessuno!!! Spavalda!

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    Dipende molto dai bambini e dalle circostanze. Proprio ieri in spiaggia, abbiamo conosciuto una bimba che non stava ferma un secondo e scappava da un ombrellone all'altro. La mamma impazziva a starle dietro e dopo un po' si fa sentire anche la stanchezza. Appena ha abbassato un attimo la guardia, l'ha persa. Per fortuna l'ha subito ritrovata!!

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    Penso che mi sarebbe venuto un colpo per lo spavento!
    Qualche settimana fa abbiamo passato un fine settimana a Londra e la mia paura di perdere di vista mio figlio di 6 anni all'aeroporto, nei parchi, nei musei mi ha fatto stare sempre all'erta perchè mi rendo conto che basta un attimo di disattenzione. Tra la ressa per i bambini è difficile trovare punti di riferimento, noi gli abbiamo detto di non muoversi assolutamente dal punto in cui si fosse eventualmente reso conto di averci perso di vista. Gli abbiamo messo in tasca un biglietto scritto in inglese con i numeri di cellulare da chiamare, ma l'attenzione non è mai abbastanza (e a volte anche stando molto attenti è facile perderli di vista perchè certi bambini si muovono continuamente e non hanno paura di allontanarsi).

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