Pensavo che nel mese di agosto in Egitto ci fossero 50°C, invecesiamo arrivati solo 41 e, grazie al vento, sembravano anche meno.Sono rimasta sorpresa anche dalla “brezza” che c’era nel deserto.

I coralli color “corallo” sono davvero pochi, perché a causa del surriscaldamento del pianeta, stanno subendo un processo disbiancamento e sono quasi tutti di un colore che va dal giallognolo al bianco.

I coralli sono piuttosto taglienti, quindi bisogna stare ben lontani dalla barriera corallina, sia per evitare di prendere multe salate, sia per vitare di ferirsi.

Ho scoperto a spese di mia figlia che i pesci mangiano le croste (che orrore!), quindi se avete delle piccole ferite o sbucciature sulla pelle, sappiate che verrete circondati da pesci.

La moneta ufficiale è la Lira egiziana (e fin qui OK), ma nelle localita’ sul Mar Rosso si può pagare tutto in Euro e ricevere in Euro anche il resto.

Lo stipendio medio di un egiziano si aggira intorno ai € 200 e, anche se il costo della vita è inferiore rispetto al nostro, milioni di persone vivono sotto la soglia di povertà perché l’inflazione è sempre piùalta.

Le persone che lavorano nei resort del Mar Rosso provengono quasi tutti dalle città principali, soprattutto dal Cairo. Generalmente lavorano come camerieri, lavapiatti, giardinieri, manutentori, addetti alla pulizia delle camere, bagnini o facchini. I più qualificati sono cuochi, addetti al ricevimento o direttori di salamentre chi ha una vocazione artistica vende i propri quadri o piccoli vasi riempiti di sabbia colorata.

In piazza al Cairo e nelle altre principali città a manifestare ci sono moltissimi giovani.

Tra questi c’era anche M., uno studente universitario di 23 anni,proveniente da una famiglia musulmana che vive e lavora al Cairo.

In alta stagione M. lavora nei villaggi turistici per dare il suocontributo economico alla famiglia.

M. dice di essere un ragazzo onesto, grazie a suo padre che gli ha trasmesso importanti valori. Guadagna poco ma paga regolarmentele sue “tasse”. Quel poco che gli rimane lo manda alla famiglia.

Come molti ragazzi al mondo, sogna un futuro insieme alla sua fidanzata (di cui ci mostra anche la foto).

M. è uno di quei giovani che sono scesi in piazza Tahrir al Cairo, quest’anno così come nel 2011.

Migliaia e migliaia di giovani che denunciano la mancanza dellavoro, le condizioni di vita precarie e la corruzione. In fondochiedono solo libertà e un futuro, che dovrebbero essere diritti umani innegabili.

Sono sempre le stesse motivazioni che li hanno spinti in passato e ancora oggi a protestare e a rischiare la loro stessa vita. Perché i giovani egiziani non vogliono stare seduti a guardare, ma fare qualcosa di concreto per cambiare le sorti del paese e il loro destino


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Laura. Donna, quasi moglie, mamma tascabile delle twins, orgogliosa zia di due adolescenti e della polpetta, blogger, creartista e webaholic. Scrivo di me, di loro e di tutto...per non dimenticare niente.

2 Comments

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    non so da quanto tempo sogno di visitare l'Egitto…hai risentito degli scontri, da dov'eri tu?? comunque mi dispiace molto per i ragazzi egiziani. Quei pochi che ho conosciuto qui in Italia erano gentili, educati e avevano studiato parecchio. Spero si risolva tutto…anche perchè voglio vedere quelle terre, magari senza timori di alcun tipo…

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    eravamo a Sharm, siamo stati tranquilli e pericoli non ce ne sono stati, ma credo che ci tornerò quando in tutto l'Egitto e nei dintorni la situazione si sarà stabilizzata…perché voglio crederci che prima o poi finiranno gli scontri, le violenze…

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