CIPI' 
M: “Mamma, a scuola stiamo leggero Cipì
Mamma: “Sai che Cipì è il primo libro che ho letto quando ero bambina?!”
Papà: “Il primo libro che ho letto io invece è la biografia di Zlatan Ibrahimovic”
Mamma: “…”
Ho recuperato nella cantina della nonna il mio primo libro. Pensavo di trovarlo in condizioni peggiori, invece aveva solo la copertina un po’ ingiallita e una macchia proprio sull’ala di Cipì.
In questi giorni le gemelle hanno letto a voce alta i primi capitoli e io le ho ascoltate cercando di ritrovare in quelle parole i ricordi della mia infanzia. Ma niente. Avevo rimosso totalmente le vicende di quel passerotto che va alla scoperta del mondo insieme alla compagna Passerì.
Mi è venuta tristezza. Perché non ricordavo nulla di quella lettura e avevo dimenticato le pene che si possono patire quando si è piccoli e indifesi, quando non si è ancora capaci di volare, quando si ha tanto bisogno della protezione della mamma, quando si incontra qualcuno di crudele sulla propria strada e quando ci si ritrova faccia a faccia con la vita.
Mia figlia N si è messa a piangere. Mi ha detto che il libro era davvero triste. Forre non così tanto ma quella metafora della vita l’ha fatta piangere.
Avrei voluto premere il tasto di rewind. Avrei voluto che non lo avesse letto per asciugare in un attimo le sue lacrime. Ma oggi lo ha ripreso, lo ha riaperto e ha ricominciato a leggere.
Forse le mie bambine sono più coraggiose di me. Non hanno poi così paura di scoprire il mondo e di affrontare le sofferenze.
Sono io che ho paura del giorno in cui inizieranno a spiccare il volo…
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Laura. Donna, quasi moglie, mamma tascabile delle twins, orgogliosa zia di due adolescenti e della polpetta, blogger, creartista e webaholic. Scrivo di me, di loro e di tutto...per non dimenticare niente.

3 Comments

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    Che dolce… sei una mamma meravigliosa e le tue piccole (ex piccole ^_^ ) lo sanno!!! ^_^ tu ci sei ^_^

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    Ciao anche per me è stato il primo libro. A parte che la storia era bellissima e Gianni Rodari ha una sensibilità a me affine. E’ bellissimo rileggere i libri che sono stati protagonisti nella nostra infanzia. E’ bello riscoprirli con i nostri occhi da adulte e attraverso gli occhi dei nostri figli. Sono cambiate molte cose fra queste due generazioni. I sentimenti anche. Oggi tutto corre più in fretta, molte cose sono forse date per scontate. Eppure ci fermiamo ancora a guardare un tramonto e questo ci fa sentire vivi. Questi libri letti da adulti ci fanno sentire vivi, ecco perchè è magico andarli a ripeìrendere come hai fatto tu. Un abbraccio a te e alle tue bambine.

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