allattare due gemelli
Di quei giorni passati in ospedale dopo il mio parto gemellare ho un bellissimo ricordo.
Arrivavo da una gravidanza pesantissima, che mi ha costretta al riposo assoluto per gli ultimi due mesi. Dopo notti e notti insonni, sono riuscita a cogliere il lato positivo anche di un’anestesia totale (ritenuta necessaria per le mie condizioni fisiche).
Dicono che la natura ci faccia abituare fin dalla gravidanza ai mesi che seguiranno il parto e che ci vedranno impegnate nei tragici risvegli per le poppate notturne. Sarà, ma mi è costata più fatica non dormire per niente prima, dello svegliarmi due volte a notte dopo.
Tornando a quei giorni…sono davvero riuscita a riposare e anche ad illudermi che le mie gemelle fossero dei piccoli fenomeni che mangiavano di giorno e dormivano tutta la notte. Invece no. Ho solo avuto la fortuna di incontrare delle puericultrici che hanno avuto pietà di me e mi hanno fatto un regalo che bramavo da mesi: il riposo.
Certo che in ospedale, grazie al loro aiuto, tutto sembrava facile. Di notte io dormivo, mentre di giorno loro mi portavano le gemelle per allattarle al seno a turno. Cosa succedesse in tutti gli altri momenti è rimasto un mistero fino alle mie dimissioni, quando mi hanno consigliato di continuare a somministrare alle pupe la stessa marca di latte in polvere che avevano bevuto il ospedale. Ah ecco!
Mi domando ancora oggi se avessero già capito che il mio latte non fosse sufficiente per entrambe le bambine o se lo avessero dato per scontato…
Perché scontato non lo è. Ci sono mamme che purtroppo non riescono ad allattare un figlio solo (io ho allattato solo per un mese, poi sono dovuta passare al latte artificiale) e altre che potrebbero sfamare quattro bambini. In alcuni casi la differenza la fanno il supporto di persone competenti e i consigli di chi ci è già passata. Io ho scoperto da una cara amica, anni dopo, che bisogna bere almeno due litri di acqua al giorno, mentre io ne bevevo pochissima. Col senno di poi , mi sento un’emerita stupida per non essere arrivata da sola a un concetto tanto ovvio!
Altri fattori che possono influenzare l’allattamento (non solo dei gemelli) sono: le condizioni fisiche e psicologiche della mamma (il troppo stress non aiuta), la capacità e la modalità di suzione del bambino (se succhia male o se proprio non ne ha la forza ci sarà scarsa stimolazione), la frequenza con cui si allatta (più il bambino si attacca e più produce prolattina), l’assunzione di tisane o prodotti omeopatici per stimolare la produzione.
In generale allattare due gemelli, sia col latte materno che con quello artificiale, è sicuramente più complicato che allattare un bambino solo, ma non è impossibile. E’ necessaria una buona dose di organizzazione e qualche tentativo per trovare la tecnica che più vi aggrada e che trovate più semplice, per riuscire a fare tutto anche da sole.
Allattamento al seno:
  • se optate per l’allattamento a richiesta è molto probabile che i bambini abbiano necessità e orari differenti, quindi potete dedicarvi completamente prima a uno e poi all’altro. Il rischio è che allattiate no stop, soprattutto nei primi mesi quando i bambini hanno bisogno di mangiare spesso e fanno poppate più lunghe.
  • nel caso in cui decidiate di allattarli ad orari prestabiliti potete distanziare le poppate di uno e dell’altro giusto il tempo di sfamare il primo e, se riescono a tirare anche solo due o tre ore, vi resta un po’ di tempo per fare altro
  • se invece imparate ad essere più abili e a gestirli in contemporanea, vi consiglio di procurarvi un cuscino per l’allattamento (perché favorisce l’assunzione di una posizione corretta per voi, evitando l’insorgenza di dolori muscolo-scheletrici, e comoda per i bambini
allattamento con cuscino
Esistono dei cuscini specifici per l’allattamento dei gemelli (potete trovarli su Amazon) ma, in alternativa, potete optare per uno di quelli che si utilizzano anche durante la gravidanza, che sono simili al Boppy ma più lunghi:

cuscino allattamento gemellicuscinotto midi

Allattamento con biberon:

L’allattamento al seno è preferibile, ma se non avete la possibilità di farlo, o di farlo solo parzialmente (allattamento misto) dovrete ricorrere al latte artificiale e quindi al biberon.

In genere i pediatri consigliano di somministrare al bambino 6 pasti nell’arco delle 24 ore, quindi occorrerà abituare i gemelli a mangiare in orari prestabiliti.
Come sopra, si può decidere di allattare prima un gemello e poi l’altro, ma personalmente avevo scelto di allattare le mie gemelle in contemporanea per poter avere il resto del tempo libero, anche solo per fare una passeggiata senza l’ansia del tempo che passava.

Anche in questo caso avete diverse possibilità:

  • farvi aiutare da qualcuno che possa dare il biberon a uno dei bambini: di notte il papà (sempre che riesca a svegliarsi), di giorno una nonna, una zia o una baby sitter
  • offrire due biberon contemporaneamente a tutti e due i gemelli, che potranno stare adagiati su una sdraietta (io utilizzavo gli ovetti del passeggino) o avvolti da due cuscini per l’allattamento
  • lasciare che mangino da soli dal biberon appoggiato, per esempio, su un lato del cuscino per l’allattamento. Quest’ultima soluzione è utile soprattutto per allattare tre gemelli.
Ovviamente queste tecniche possono tornare utili anche nel caso in cui abbiate necessità di tirare il latte materno per poi offrirlo ai bimbi con il biberon.

Ora, per abbattere un altro stereotipo, vi dico che conosco mamme gemellari che sono riuscite ad allattare i bambini anche fino all’anno d’età e oltre. C’è qualcuna tra voi che è riuscita a farlo?

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Laura. Donna, quasi moglie, mamma tascabile delle twins, orgogliosa zia di due adolescenti e della polpetta, blogger, creartista e webaholic. Scrivo di me, di loro e di tutto...per non dimenticare niente.

2 Comments

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    Hai fatto un post interessante brava…Io ho un solo figlio e ho avuto comunque difficoltà nell'allattarlo…Lui è nato un pò prima della fine del tempo, era molto pigro, il suo peso alla nascita era di Kg 3,080, ho partorito in un ospedale dove era, ed è proibito, parlare di aggiunte, ciucci etc, neanche un palloncino con disegnato un ciuccio facevano entrare…e così alle dimissioni mio figlio pesava kg 2700 (secondo me ha perso troppo peso) a casa è iniziato il calvario, aveva fame ma anche sonno, non si attaccava bene, ho avuto ragadi mastiti fino a che la pediatra lo ha trovato disidratato e così aggiunta…piano piano prendeva peso ma al mio seno faticava ad attaccarsi…ho sofferto moltissimo perchè mi era sempre stato detto che tutte noi donne siamo in grado di allattare…certo è vero ma adesso so che molteplici fattori devono esserci perchè l'allattamento possa funzionare, anche se ho amiche che non hanno visto neanche una goccia di colostro!!!
    In primis tanto lo fa il bambino…se collabora è già una vittoria, mio figlio ogni volta che gli presentavo il seno si voltava 🙁 So che va attaccato più spesso possibile ma so anche che deve svuotare bene il seno, infine per produrre latte bisogna dormire, essere serene, cosa che è molto molto difficile…
    Non so se farò il secondo, ma se lo farò ci riproverò ad allattare e mi dispiace non aver contattato la Leche League che sostiene molto la donna in difficoltà…e poi vedremo, mio figlio è cresciuto bene lo stesso però ecco questa cosa dell'allattamento mi è mancata molto e ci ho sofferto…
    Bravissima tu che con due il lavoro è doppio <3
    Baci
    Manuela

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    Manu capisco bene cos'hai provato perché ho allattato solo un mese e male: non ho avuto una grande montata lattea, le piccole ciucciavano poco e si addormentavano, poi mi è venuta la febbre e addio latte! ci ho sofferto anch'io ma quando le vedevo crescere belle e sane, grazie al latte artificiale (che comunque gli ho sempre dato come aggiunta) ho cercato di concentrarmi su quello e basta…
    L'esperienza insegna e se potessi tornare indietro sono quasi certa che ce la potrei fare…

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