Una donna che desidera mettere la propria esperienza a disposizione di chi non riesce a diventare mamma in modo naturale


naturalmente infertile

Chi mi segue qui sul blog sa che le mie gemelle sono state concepite in modo del tutto naturale, ma sappiamo bene che il continuo aumento delle gravidanze gemellari è spesso riconducibile alle tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA).

Mi sono avvicinata a questo mondo quando ho letto il libro “Le difettose” di Eleonora Mazzoni e sono rimasta colpita dal coraggio, dalla determinazione e dalla tenacia di tutte quelle donne che, non potendo diventare madri naturalmente, hanno deciso di intraprendere la strada della fecondazione assistita.

I loro racconti mi sono rimasti nel cuore, così quando la Redazione di PaperProject.it, magazine con cui collaboro da un anno, mi ha proposto di trattare questa tematica, sono stata felice di accettare e ho pensato che forse dare spazio a chi volesse raccontare l’esperienza vissuta in prima persona, potesse essere d’aiuto anche ad altri (se volete, potete leggere qui il primo di una serie di racconti che sanno davvero toccare il cuore).

Grazie a questa esperienza sto entrando in contatto con donne meravigliose che avrebbero molto da offrire a chi si sta trovando nella loro stessa situazione, ma anche molto da insegnare a chi spesso dà tutto per scontato.
Una di queste donne è Speranza (è il suo alias) che attraverso The Pocket Mama vuole lanciare un messaggio importante e lasciarci il suo pensiero su un libro che ha letto recentemente:

“Ho appena terminato di leggere il libro “Naturalmente infertile. Storie di strade e di sogni” pubblicato a maggio del 2014, scritto da Luisa Musto e Stefania Tosca ed edito da “Graphe.it (si acquista infatti solo on line, in classica versione cartacea o sotto forma di e-book per i lettori più tecnologici).

Sicuramente alcune di voi si staranno per chiedere dove hanno già letto o sentito i nomi delle due autrici…vi aiuto io: sul loro gruppo di facebook e/o sul loro forum “Strada per un sogno”, fondato da loro stesse nel 2010 e divenuto ONLUS nel 2013 con Matilde Percolla, a cui saranno devoluti i diritti d’autore.

Questo breve ma intenso libro è frutto di alcune storie di coppie sterili raccontate sul forum, in forma anonima, utilizzando solo dei nickname. Ma le storie di Vita, Enanna, Extreme e tante altre sono le storie comuni a molte donne che inseguono da tempo un sogno, quello di diventare mamma, uno status che molte altre donne raggiungono in breve tempo, alcune fin troppo presto o in un momento “sbagliato” della loro vita, in modo estremamente facile, spontaneo, naturale.

Noi coppie infertili invece se riusciamo a raggiungere questo sogno (e sottolineo “se”), sicuramente non sarà facile, spontaneo e naturale, perchè di naturale, come dice il titolo stesso, abbiamo solo la nostra infertilità, che ormai fa parte di noi, come il colore degli occhi, la nostra altezza, il numero di scarpe. Ovunque andremo noi avremmo gli occhi castani, saremo alte 1.70, porteremo 39 di piedi e saremo naturalmente infertili.

Vi cito due frasi significative presenti nella prefazione, scritte dalle autrici che, a mio parere, sono il succo della loro creazione. La prima è di Stefania Tosca:

 “La PMA non è un capriccio, la PMA è l’alleato numero uno di chi desidera un figlio e per qualche patologia non può averlo”. 

La seconda è di Luisa Musto:

“Linfertilità va liberata innanzitutto dal senso di colpa, che è un nemico peggiore dell’azoospermia ostruttiva”. 

Questo libro parla anche di me, perché parla di endometriosi, di ovodonazione, di sensi di colpa, di terapie ormonali, di false illusioni, di lacrime nascoste, di falsi sorrisi, di invidia… Mi ha portata indietro nel tempo, perché ora sono mamma di due gemelle di 19 mesi, ma lo sono solo grazie alla PMA eterologa. In alcune storie si parla di endometriosi: questa malattia è sempre stata anche la mia nemica, prima per i dolori subiti e poi perché mi ha portata ad avere una riserva ovarica pari a quella di una donna in menopausa, nonostante l’età non ancora così avanzata (35 anni) e la presenza del ciclo mestruale. Solo l’accettazione di questo mio stato fisico mi ha portata a decidere per l’unica possibilità che avevo di diventare anch’io madre e senza vergogna, ma molto fiduciosi nella scienza e nella clinica a cui ci siamo rivolti per istinto.

Io e mio marito nell’agosto del 2012 siamo partiti per una vacanza un po’ diversa dalle solite che eravamo abituati a fare. E grazie agli ovuli donati da una giovane e sana studentessa anonima, siamo tornati in Italia con due embrioni, belli e forti, nel mio pancino e che dopo quasi nove mesi sono diventati due belle bambine, felici di esistere e di avere come genitori una coppia naturalmente infertile.

Quando ho terminato la lettura del libro di Luisa e Stefania, mi son detta: “Devo assolutamente aiutare più donne possibili a diventare mamme come me per provare questa grande emozione, che solo vivendola si può comprendere”. E così ho pensato di rendermi totalmente disponibile ad ascoltarvi, a capirvi, a consigliarvi, a parlare di me e della mia storia in modo più approfondito, a confrontarci…

Per contattarmi in privato potrete scrivere una mail all’indirizzo starlight1977@libero.it oppure potete lasciare un commento sotto il post e sarò felice di rispondervi.

Forse aiuterò qualcuna di voi a raccontarsi, ad accettarsi e magari a raggiungere il proprio sogno…

A presto,

Speranza.”

Come avrete capito, né io né Speranza siamo medici, né esperte di fecondazione, ma personalmente ho voluto sostenere e appoggiare il desiderio di una donna speciale che vorrebbe mettere la propria esperienza a disposizione di altre.

Potete lasciare un commento, anche in forma anonima, per esporre un vostro dubbio, chiedere un consiglio a Speranza o anche raccontare la vostra esperienza.

Vi saluto ringraziando Speranza per avere scelto The Pocket Mama per lanciare il suo messaggio.

(Photo Credit kennymatic)

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Laura. Donna, quasi moglie, mamma tascabile delle twins, orgogliosa zia di due adolescenti e della polpetta, blogger, creartista e webaholic. Scrivo di me, di loro e di tutto...per non dimenticare niente.

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