megabus

E’ stato già definito la RyanAir del viaggio su gomma. Megabus fa parte della StageCoach Group, già presente a livello internazionale e il cui servizio su gomma ha effettuato il battesimo su ruota nel lontano 2003 in Inghilterra. Da allora non si è più fermato, e come una macchia d’olio si è esteso in altri territori europei tra cui Francia e Belgio. Un carico di circa 5 milioni di passeggeri l’anno che viaggiano all’interno del proprio territorio o da una nazione all’altra alla tariffa base di 1 euro!

Per il momento l’Italia è servita esclusivamente su tratte nazionali. Il 24 giugno sono partiti i primi bus verso e da : Bologna, Firenze, Genova, La Spezia, Milano, Napoli, Padova, Pisa, Siena, Torino e Venezia. Una concorrenza davvero unica per qualsiasi altra compagnia presente sul nostro territorio!

Così appena letto un link apparso su Facebook, ho voluto provare l’ebbrezza di viaggiare in una tratta abbastanza breve spendendo 1 euro. Abbiamo scelto quindi Napoli: due ore e cinquanta di viaggio che fanno un’economica concorrenza all’automobile, ma con la comodità di rilassarsi su una confortevole poltrona che molto ricorda i sedili della Compagnia Aerea Ryan Air, e la novità assoluta di avere a disposizione una connessione wifi gratuita, nonché una spinta elettrica e una porta usb per ricaricare qualsiasi dispositivo dal tablet al cellulare o computer portatile.

La prima sorpresa arriva nel momento di comprare il biglietto online. Ci si accorge immediatamente che non tutti gli orari della stessa tratta costano 1 euro… ma ad esempio il nostro, in partenza alle 06:10, ne costava 3 a persona. E il giorno dopo, quando acquistiamo il titolo di viaggio, la tariffa lievita di qualche spiccio in più. Assolutamente ininfluente sul budget, ma ci tengo ad essere precisa.

Lunedì 29 giugno l’avventura ha inizio. Ci svegliamo prima dell’alba per essere in anticipo sull’orario previsto della partenza, fissata per le ore 06:10.

Con due passeggini carichi di borse e i gemelli mezzi addormentati, arriviamo all’Autostazione di Roma Tiburtina.

Ci passano accanto due Megabus in arrivo: scaricano passeggeri, bagagli e se ne vanno.
I minuti passano…e anche le mezz’ore. Alle 06.55 del nostro autobus nessuna traccia. I pettegolezzi in banchina iniziano a diventare lamentele. Si naviga in internet cercando recensioni e dalle poche presenti ci si aggrappa alle sole negative per dimostrare a se stessi e ad altri che “sì, c’era da aspettarselo, ma con 1 euro dove vuoi andare? Ovvio che non verrà nessuno a prenderci!!”

Io stessa provo a chiamare il servizio clienti, ma il numero indicato nel sito internet, e a disposizione dei passeggeri italiani, al momento risulta addirittura non attivo. Tornerà disponibile molto più tardi, ma tanto nessuno risponderà.

Siamo tutti sfiduciati e stanchi. Il sole si è alzato in cielo e inizia a picchiare. Più di una persona vorrebbe andar via. Nel frattempo alcuni passeggeri delle tratte dirette al nord, e con partenza 8:30 / 09:00, iniziano ad arrivare.

Ovviamente dallo scontento generale per queste ormai quasi due ore di attesa senza avere alcuna informazione, non possono che nascere polemiche. Fin quando qualche voce fuori dal coro, tra i nuovi arrivati, rassicura sulla serietà della compagnia. Possono capitare ritardi, è già capitato seppur il servizio sia praticamente neonato, e capita ancora all’estero dove invece è attivo già da molto. “Si ma due ore di ritardo su un viaggio che ne prevede tre per arrivare, so’ tantine” penso io.

Comunque non ci scoraggiamo. Sicuramente à accaduto qualcosa. Gli imprevisti possono capitare.

Purtroppo ne pagano le conseguenze anche coloro che insieme a noi, fanno questo viaggio di svago ma con il ritorno previsto in serata. Ovviamente per queste coppie, due ore in più sulla tabella di marcia son tante!

Quando ormai tutti avevano perso il vizio di alzare lo sguardo verso il cavalcavia, per scorgere l’arrivo del bus a due piani giallo e blu, eccolo che invece arriva. Sono le otto passate. Qualcuno, deluso dai due precedenti incontri con gli altri mezzi che poi si rivelarono non essere quello giusto, nemmeno si muove. Manda gli altri in avanscoperta. Sarà quello per La Spezia? O forse in anticipo per Siena?
Ma quando il gigantesco veicolo si ferma nello stallo 12A, il cartello non può trarre in inganno: Napoli.

La gente è confusa, stanca o magari ancora non ci crede, tant’è che si allinea davanti allo sportello d’entrata consentendo addirittura l’uscita dei passeggeri. Quasi svengo dalla commozione perché a Roma non si era mai visto tanto ordine e compostezza!!!
Avrei immaginato risse tra autista e passeggeri infuriati, invece…poco si è pagato e poco ci si è lamentati.

Il giovanissimo dipendente napoletano è davvero imbarazzato per questo ritardo. Ci spiegherà in seguito che anche lui ha atteso tre ore prima di montare in servizio. E farlo sapendo che dovrai poi affrontare decine di passeggeri furibondi che scaricheranno su di te il proprio malcontento, non deve essere facile. Già solo per quello gli mostro un sorriso di conforto.

Alle 08.28 finalmente si parte. Imbocchiamo il cavalcavia. Con noi, proprio nel sedile accanto, viaggia un signore campano salito la sera prima a Padova e diretto a Napoli per affari.

Ci racconta finalmente il disagio occorso la notte prima e che poi di riflesso ha toccato anche noi. Quindi ci rassicura che non si tratta di mancanza di serietà ma proprio di sfortuna: pare che nella tratta Milano – Ferrara ci siano stati problemi con la carta di credito durante il rifornimento carburante e che abbiano atteso un altro autista proveniente dalla sede di Bergamo.

Quando l’incaricato è giunto sul posto, oltre ad avere provveduto al rifornimento, ha offerto a tutti i viaggiatori uno spuntino notturno per riparare, almeno in parte, il disagio patito.
Il nostro accompagnatore è rimasto basito nel vedere passeggeri fare la spesa in autogrill come fossero al supermercato.
E onestamente ha amareggiato anche me.

Le stesse persone che scendendo dal bus a Roma Tiburtina screditavano il servizio come “tipico ritardo italiano” erano le stesse che da italiani si erano comportati, arraffando questo e quello solo perché gratuito!

Dopo qualche tempo dalla nostra partenza, arriva la comunicazione dalla sede, di una sosta forzata in autogrill e lunga ben 45 minuti. I passeggeri, che solo poco prima avevano toccato sedile, sembrano ormai rassegnati a questa storia infinita. Qualcuno prova a lamentarsi, ma la legge parla chiaro: l’autista ha raggiunto il limite massimo di ore alla guida (ricordiamoci che è salito a Firenze) e deve riposare.

Per una volta che la normativa viene rispettata, dovremmo solo che esserne grati, anche se ahimè a discapito del nostro tempo. Ovviamente se non avessimo atteso due ore e mezza prima di partire, questa fermata ci avrebbe fatto solo che piacere.

Risaliti a bordo all’orario pattuito con l’autista, si riparte.

Ho acceso il tablet, sicura che non si sarebbe scaricato avendone attaccata la spina alla presa in dotazione sotto il sedile e, grazie al wifi gratuito, ho potuto trascorrere del tempo mentre i bimbi dormivano. Ciascuno disteso su una coppia di sedili. Tutta una tirata fino all’arrivo alla stazione di Piazza Garibaldi di Napoli. Dove una consistente folla di persone attendeva il nostro bus arrivato in ritardo anche per loro.

Il ritorno, fissato per il giorno seguente alle 08:30 di sera, è filato liscio come l’olio. Pullman puntuale, nessuna sosta ad alcun autogrill e perfettamente in orario sulla tabella di marcia. Abbiamo potuto utilizzare anche la toilette, che all’andata non avevamo avuto modo nemmeno di vedere. Pulitissima.

Consiglio vivamente di viaggiare low cost. Voglio credere in questa compagnia e mi spiace solo che non sia italiana. Perché ovviamente è anche un po’ a discapito della nostra economia. Ma visti i tempi che corrono, ormai non abbiamo più voglia di pensare al patriottismo commerciale, vogliamo continuare a spostarci, come si faceva prima con il treno espresso o l’automobile, ma spendendo pochissimo. E se arriva un colosso britannico a portarci in giro per la nazione e l’europa con mezzi confortevoli e all’avanguardia, ben venga.

Ma forse è vero: noi non avremmo mai potuto pensare a un servizio così…da sempre siamo considerati Popolo di Navigatori.
Magari potrebbe essere un buono spunto per navi e traghetti davvero low cost!
Nel frattempo continueremo a navigare in internet cercando le tariffe più basse.

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Sono Elena, ho 42 anni che se fossero portati meglio ne dimostrerei 10 in meno. Sposata, due figli e due cani. Avrei voluto anche 2 mariti, visto che uno per i lavori di casa non mi basta proprio. Amo leggere Camilleri, lo scrap digitale, gli album di foto più dei video (quelli mi fanno troppo commuovere) e la tecnologia. Inutile dire cosa odio o non sopporto, dovrei aprirci un blog…

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