crescere bilingue con Hocus&LotusCrescere bilingue è un grande beneficio per i bambini sia dal punto di vista culturale che cognitivo. Il bambino che cresce bilingue infatti impara fin dalla primissima infanzia a conoscere culture diverse, ad avere un’evidente flessibilità mentale e a sviluppare una maggiore concentrazione.

Ogni genitore vorrebbe che il proprio figlio crescesse parlando correttamente due lingue ma solo pochi bambini hanno la fortuna di appartenere a una famiglia multilingue e di apprenderle quindi in modo naturale nel quotidiano.

E tutti gli altri? Purtroppo la scuola dell’obbligo fornisce solo le basi delle lingue straniere, quindi se vogliamo che i nostri figli imparino a parlare correttamente una seconda lingua, è necessario prevedere un percorso didattico supplementare.

Mi ha incuriosita molto il metodo Hocus&Lotus, di cui la mia amica e twins mamma Samantha è Magic Teacher, così ho pensato di scucirle “qualche” informazione in più sui percorsi formativi che propone ai più piccoli attraverso il progetto  “Language factory – Piccoli poliglotti crescono” che ha avviato con la sua socia Nathalie.

Da quale età i bambini possono iniziare a studiare le lingue straniere?

Da subito! Come dimostrano le recenti ricerche sul funzionamento del nostro cervello, quando si tratta di apprendere una nuova lingua, prima si inizia e meglio è. Abbiamo una finestra di tempo per l’apprendimento ottimale della pronuncia di una nuova lingua che va dalla nascita agli 8 anni circa. È durante questo periodo che imparare una lingua, anche se molto diversa dalla nostra, ci risulta facile e porta a risultati eccellenti. Non dobbiamo avere paura di proporre una lingua nuova ai nostri figli, il cervello è in grado da subito di gestire più lingue!

Si può crescere bilingue pur non parlando una seconda lingua in casa?

Con il programma Hocus&Lotus non diventano bilingue solo i bambini nati e cresciuti in famiglie multilingue ma è un’ottima occasione proprio per le famiglie che non parlano una seconda lingua. Non occorre avere una particolare proficiency per divertirsi assieme al proprio figlio con Hocus&Lotus perché le strategie comunicative del Format Narrativo e l’utilizzo dei materiali didattici creati appositamente sono un aiuto concreto. Da subito saranno i bambini stessi a coinvolgere le persone per loro significative nella loro avventura di apprendimento.
E’ proprio questo un punto cardine del nostro metodo: emozionare, condividere, far crescere l’amore per la nuova lingua così che il bimbo sia portato a renderla veicolare nella sua quotidianità e a coinvolgere chi gli sta attorno senza paura di esprimersi!

Chi sono Hocus&Lotus?

Hocus e Lotus sono due Dinocroc, i due simpatici personaggi metà dinosauri e metà coccodrilli, protagonisti di tutte le storie che raccontiamo. Vivono fantastiche avventure in un magico mondo dove ci si esprime solo nella nuova lingua. Le avventure si rifanno alle esperienze di vita tipiche dell’infanzia così che i bambini siano portati ad emozionarsi ed immedesimarsi in quello che stiamo vivendo tutti assieme durante la lezione.

Quali sono i metodi didattici più efficaci?

Questo è uno dei dilemmi più discussi nella comunità scientifica!
Se si inizia a studiare l’inglese fin dalla scuola materna, perchè i bambini hanno così grandi difficoltà ad esprimersi e a far propria la lingua? Il problema principale nasce dalla modalità di insegnamento, ancora legata al “vecchio” metodo di studio che non prende in considerazione il processo con cui il cervello apprende una nuova lingua. Non si impara una lingua per categorie e a memoria, la nostra mente è narrativa!
Il Format Narrativo delle Avventure di Hocus&Lotus nasce dalla psicolinguistica e non dalla linguistica ed è stato sviluppato dal dipartimento di psicologia dell’Università Sapienza di Roma partendo proprio dalla domanda chiave: quali sono i processi mentali di apprendimento della lingua?
Per poter imparare una lingua abbiamo bisogno di un contesto naturale di relazione, esperienze concrete, un vissuto emozionale,quello step in più che ci porta a voler farci comprendere ed esprimere. Hocus&Lotus si propone di creare tutte le condizioni necessarie affinché il bimbo apprenda secondo il suo naturale processo di acquisizione della L2 (la seconda lingua) mettendo in campo le emozioni, la relazione, la buona comunicazione.
E’ stato poi sperimentato scientificamente in una ricerca che dura da 35 anni, direttamente con le insegnanti delle scuole. Per diventare Magic Teacher occorrono 3 anni di formazione e tantissimo tirocinio pratico ma il bello di tutto questo è che agli occhi dei bambini risulta tutto molto semplice e naturale e il risultato non è un mero avvicinamento alla lingua attraverso il gioco ma un vero e proprio percorso di bilinguismo!

Dopo quanto tempo si iniziano a vedere i primi risultati?

I risultati ovviamente dipendono sempre da bambino a bambino, non esiste la formula magica. Per noi è importantissimo anche il coinvolgimento della famiglia nell’utilizzo dei materiali a casa che danno la possibilità di mantenere vivo giornalmente il contatto con la nuova lingua.
La lezione Magica è fondamentale: la relazione di affetto con la Magic Teacher è il primo motore che spinge il bambino a parlare in inglese!

crescere bilingue con Hocus&Lotus

Come nasce l’idea di Language Factory – Piccoli Poliglotti Crescono?

La collaborazione tra me e Nathalie, anche lei Magic Teacher, è stata spontanea. Ci conoscevamo già e condividiamo la stessa visione e la stessa passione per questo lavoro. Creare da subito qualcosa che ci identificasse lo abbiamo percepito come necessario e naturale per far capire alle famiglie che siamo qualcosa di diverso, di unico.
Insieme vogliamo creare un polo di riferimento del metodo Hocus&Lotus nella nostra zona, Bologna, promuovere e diffondere il bilinguismo aiutando e sostenendo le famiglie nel percorso. Vogliamo sensibilizzare al tema importantissimo dell’acquisizione precoce delle lingue: ci sono ancora molti pregiudizi e false credenze a riguardo! Sulla carta sappiamo tutti quanto sia importante conoscere più lingue ma poi qualcosa ci frena, pensiamo sia troppo difficile per nostro figlio o per noi. Il supporto alle famiglie è fondamentale per il raggiungimento dell’obiettivo.
Per questo abbiamo creato il sito www.piccolipoliglotti.it e siamo su tutti i principali social: Facebook, Twitter, Google Plus e a breve Instagram proprio per creare un ponte e un dialogo diretto con chiunque sia interessato all’argomento.

Ci racconti una vostra lezione “tipo”?

La lezione è un’esperienza unica per i bambini: niente banchi e sedie, niente quaderni e penne. Siamo tutti in cerchio, insegnante compresa.
Il cerchio è una strategia che permette di realizzare nella pratica il principio della buona comunicazione: nel cerchio siamo tutti a pari livello, riusciamo tutti a vederci e a consolidare in questo modo la relazione, l’affetto con ognuno dei bambini e non solo con alcuni di essi.

crescere bilingue con Hocus&LotusIndossiamo tutti la maglietta, uno strumento pedagogico molto potente: facilita l’ingresso nel mondo immaginario; vestendo la maglietta magica di Hocus e Lotus insegnante e bambini entrano nel mondo della lingua che i piccoli Dinocroc parlano.
Raccontiamo insieme una storia che accompagno con i gesti e la drammatizzazione dei movimenti, un teatro mimico che richiede abilità e un profondo studio delle caratterizzazioni dei personaggi. Successivamente passo alla modalità sonora, la stessa storia viene cantata e sempre seguita dai gesti. Con la lettura animata i bambini hanno poi un riscontro visivo di ciò che fino ad allora avevano immaginato, è un rafforzo di quello che abbiamo vissuto assieme attraverso i gesti. La lezione finisce con la visione di un cartone animato di 5 minuti, il primo prodotto per scopo espressamente glottodidattico, che materializza davanti agli occhi dei bimbi il mondo magico che finora hanno costruito da soli e permette la sedimentazione di tutto il lessico finora appreso.

Perché fate l’azione teatrale anziché parlare semplicemente in lingua con i bambini?

Per comprendere facilmente e a fondo le parole di una nuova lingua è essenziale viverla e al contempo verbalizzare quel vissuto. La nostra mente rapresentazionale permette di vivere l’immaginario nella realtà. Inoltre, con il teatro, e pertanto con una storia, usciamo dalle strettoie del dialogo (o, peggio dall’elenco di parole singole), troppo riduttivo per dare espressione alla ricchezza del linguaggio e ai reali bisogni comunicativi. Non ultimo, il teatro piace, diverte proprio i bambini. Ci permette anche di sbagliare dato che non siamo noi, ma il nostro personaggio che sbaglia. Possiamo affrontare il difficile compito in tutta tranquillità, senza lo stress del vis-à-vis con l’insegnante.
I bambini, è noto, vogliono essere sempre in azione e sempre protagonisti, anche se non tutti in prima linea. Impersonando contemporaneamente tutti i ruoli raggiungono questo obbiettivo: sono sempre sulla scena, ma non in modo singolo rischiando fallimenti.
Possono inoltre imparare secondo il proprio ritmo: chi inizialmente se la sente solo di guardare, chi fa gesti ma ancora non parla e chi invece parte in quarta con gesti e parole. Il teatro di gruppo (o format narrativo) rispetta i tempi di sviluppo di ogni bambino. Si offre un’opportunità ed ognuno la coglie secondo le proprie capacità e volontà.

Essere gemelli facilita in qualche modo l’apprendimento delle lingue straniere?

Non ho riscontri scientifici di un maggiore apprendimento da parte dei gemelli ma i risultati garantiti del metodo valgono sicuramente anche per loro!
Di certo il legame forte che lega i gemelli può essere una buona spinta e il lavoro che facciamo in classe, un’educazione al cerchio, al rispetto dei turni di parola, alla condivisione può risultare un ottimo esercizio anche per quelle coppie di gemelli “litigarelle”.

crescere bilingue con Hocus&Lotus

Se volete maggiori info potete visitare il sito www.piccolipoliglotti.it

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Author

Laura. Donna, quasi moglie, mamma tascabile delle twins, orgogliosa zia di due adolescenti e della polpetta, blogger, creartista e webaholic. Scrivo di me, di loro e di tutto...per non dimenticare niente.

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