terremoto Accumoli

Terremoto : una mamma racconta gli attimi di terrore

La terra al centro Italia è tornata a tremare. Stamattina una scossa di magnitudo 6,5, con epicentro tra Marche e Umbria, ha riportato il terrore nelle zone già capite dal terremoto il 24 agosto che ha portato via la vita a 298 persone.

Gravissimi i danni alle abitazioni e agli edifici storici, come la basilica di San Benedetto a Norcia che è completamente distrutta. Nessuna vittima questa volta, per fortuna, ma tantissimi i feriti e le persone rimaste senza casa.

Quella casa che dovrebbe essere una certezza, un luogo sicuro ma, quando il terremoto colpisce inesorabile, si trasforma in una trappola da cui troppo spesso è difficile scappare.

Oggi condivido con voi le parole che mi ha scritto Stella, un’amica virtuale conosciuta grazie alla Gemellitudine. Stella si trovava ad Accumoli quando il paese è stato colpito dal terremoto del 24 agosto ma, per miracolo, lei e la sua famiglia sono riusciti a salvarsi.

24 agosto 2016: terremoto Amatrice, Accumoli, Villanova, Arquata

“C’è quasi sempre o dovrebbe esserci un luogo nella vita di ognuno di noi in cui possiamo fuggire, in cui godere di momenti spensierati, lontano dalle corse frenetiche quotidiane, un luogo dove il tempo sembra si sia fermato… quel luogo io e la mia famiglia ce l’avevamo. Ora quel luogo non c’è più.

Era il 24 agosto quando in una manciata di secondi, 142 per l’esattezza, tutto si è frantumato di fronte ai miei occhi, tutto ha cambiato forma, tutto si sbriciolava.

Mio marito, le mie gemelle di 17 mesi ed io eravamo nella casa di famiglia ad Accumoli, piccolo paese incastonato negli Appennini al confine tra il Lazio e le Marche, un tempo sconosciuto ora famoso purtroppo per il sisma del 24 agosto.

Oggi quel paese non c’è più, ora c’è la Zona rossa e nessuno può entrare se non scortato dai Vigili del Fuoco, quelli che io chiamo gli Angeli in terra.

Quella notte, in una minuscola frazione a pochi chilometri da Accumoli, anche mia madre aveva deciso di trascorrere qualche giorno nella casa lasciata dai miei nonni, anche lei come me aveva bisogno di riossigenarsi e riprendere un po’ di tranquillità dopo la morte di mio padre avvenuta poco più di un mese prima.

Di quel piccolo paese, Villanova, vorrei rivivere le giornate spensierate dell’infanzia e della gioventù, dei primi amori e delle passeggiate al buio per vedere le stelle.

Oggi il 68% di quel paese è inagibile! Oggi quel paese ha un angelo in più a vegliarlo, Rosella Adduci, una giovane donna che quella notte era ad Amatrice e non è potuta tornare alla sua amata Villanova neanche per la sepoltura, visto che anche il cimitero è inagibile.

Eravamo lì, quando alle 3,36 un grande boato ha scosso la mia casa come una foglia al vento. Le mie gemelle erano nella nostra stanza, una nel lettone e l’altra nel lettino al nostro fianco. Immediata e muta è stata la reazione mia e di mio marito: abbiamo preso le piccole, le abbiamo strette nelle nostre braccia e al buio totale abbiamo tentato la fuga.

Il terrore di non riuscire ad uscire era dentro di noi…non dimenticherò mai quel senso di vuoto e impotenza , 142 maledetti secondi hanno portato il buio, le macerie, le urla, il panico.

Abbiamo attraversato la cucina e dovevamo passare per la sala per guadagnare l’uscita ma non appena siamo entrati nella stanza, il mio cuore è stato trafitto dal terrore: metà della sala non c’era più, era crollata con tutta la facciata dell’edificio e si vedeva il cielo e la strada al posto delle finestre e delle tende.

Il panico di non riuscire ad arrivare alla porta, di non trovare le scale e finalmente arrivare in strada ha sconvolto la mente e il cuore mio e di mio marito. Trafitti da un dolore lancinante e una grande paura, in silenzio con i piedi insicuri tastavamo il pavimento prima di procedere per essere sicuri di trovarlo e finalmente abbiamo raggiunto l’ingresso che inizialmente non si apriva perché la porta era bloccata.

Le scale erano lì, come il resto della casa con il soffitto semicrollato e ricoperte di macerie. Noi, a piedi nudi e con le nostre piccole in braccio, non so come siamo scesi e finalmente siamo arrivati all’esterno.

casa accumoli
La casa di Stella ad Accumoli distrutta dal terremoto

A quel punto l’apocalisse: urla, panico, macerie dappertutto e io che ormai, avevo un unico pensiero: mia mamma a Villanova. Come potevo rintracciarla? Come potevo sapere se stava bene, se la casa aveva retto a quell’inferno? Ho temuto di aver perso anche lei a un mese dalla morte di papà.

Mi sembrava un incubo, una cosa impossibile, tutto andava in pezzi: Accumoli, Villanova, la mia vita…

Non avevamo niente con noi, ricordo il grande freddo perché non sapevo come coprire le piccole che nel frattempo si erano svegliate, inconsapevoli di quello che stava succedendo. Ricordo solo che le stringevamo forte e che mi sembrava impossibile essere riusciti ad uscire da casa vedendola da fuori.

La nostra macchina era anch’essa miracolosamente intatta, nonostante fosse parcheggiata sul corso. Volevo correre da mamma, ma non avevamo le chiavi dell’auto.

In quel momento di grande panico, gli occhi di tutti i miei compaesani e amici erano storditi, impauriti, atterriti e tutti continuavano a guardarsi attorno.

Sembrava un bombardamento e cominciai a sentire i nomi, la gente che si cercava perché era maledettamente buio e io non riconoscevo nessuno, vedevo solo delle sagome che si avvicinavano e abbracciavo chiunque si trovasse davanti, perché in quel momento avevamo tutti bisogno di abbracciare qualcuno e gioivamo nel ritrovare vivi parenti, amici e conoscenti perché ci sentivamo tutti una grande famiglia.

Ma io dovevo andare da mia madre e cercavo disperatamente qualcuno che avesse le chiavi della macchina e che potesse andare da lei.

La mia vicina di casa anche lei ferita, prese la macchina e andò a Villanova. Quel gesto non lo dimenticherò mai!

Io e le bimbe riuscimmo a trovare riparo in una macchina di amici, mentre mio marito rimase all’aperto insieme al resto del paese per capire, chiamare aiuto, vedere se ci fossero tutti ma purtroppo tutti non c’erano: mancava una giovane famiglia: moglie, marito e due piccoli di 8 anni e 8 mesi che non erano usciti da casa. Il campanile della chiesa era crollato sulla loro stanza da letto e non hanno avuto scampo.

Riuscii a calmare la mia ansia quando tornò la macchina della mia vicina che portava mia madre: era ferita, perdeva sangue dalla testa ma stava bene e soprattutto era viva!

Felici immensamente di rivederci e lei di rivedere sane e salve le sue piccole principesse, siamo rimasti in macchina fino all’arrivo del giorno contando e vivendo insieme altre scosse di assestamento.

Poi arrivò il giorno e ci accorgemmo ancora meglio di ciò che avevamo intorno, e dentro tornò il buio pesto, mi sentivo impotente, avrei avuto bisogno di essere al sicuro, di andare nella “tana”, ma la nostra casa non c’era più per colpa del terremoto e tornava il gelo dentro di noi.

Così decisi di dare tranquillità alle piccole, le baciavo, le accarezzavo mentre la terra tremava ancora, gli dicevo che tutto tremava perché voleva ballare e cantavo per farle ballare ma sentivo la gola secca, la voce che tremava ed erano loro, la loro presenza a darmi la vera forza.

E la terra tremava, e tutti ancora si stringevano, e le case crollavano sempre di più e le persone morivano.. e così pure tutti i sacrifici di una vita, i miei sogni, le mie speranze, le mie risate, i miei ricordi sono stati seppelliti sotto cumoli di macerie e lì capii che dopo quei 142 maledetti secondi non sarei stata più la stessa.

Oggi il mio pensiero fisso è lì, alla mia casa crollata ad Accumoli e alle case che a Villanova stanno lottando anche contro le piogge incessanti di questi giorni che stanno lavando via gli ultimi possibili ricordi da recuperare… Inoltre con le nuove terribili scosse che hanno colpito soprattutto il territorio marchigiano negli ultimi giorni, la situazione a Villanova è ulteriormente precipitata.

Cosa fare? Come ricominciare? L’unico modo per ricominciare a vivere è pensare che quei luoghi torneranno a vivere.

Amatrice, Arquata e Accumoli sono i comuni tragicamente colpiti e i morti sono arrivati a 298, e lì tutti si conoscono per cui abbiamo perso tanti, troppi amici.

Oggi molte sono le associazioni di persone che amano quei luoghi e che stanno trovando il modo di recuperare fondi per aiutare la ricostruzione, che purtroppo sarà lunga.

A Villanova stiamo cercando di trovare aiuti perché crediamo che un paese così piccolo difficilmente riceverà tutto il necessario, vorremmo dare al nostro angelo una degna sepoltura e ricostruire la sua cappella, vorremmo ridare identità e vita a questo paese semidistrutto dal terremoto e a coloro che tornano nei luoghi della loro infanzia, gli stessi che hanno continuato a conservare le case dei loro nonni, divenendo il collante di queste realtà montane che ora rischiano di essere cancellate per sempre.

La nostra onlus Rinascita Villanova di Accumoli chiede aiuto per recuperare quei territori colpiti dal terremoto. Siamo convinti che non si debba parlare solo di ricostruzione, ma di vera e propria rinascita: la Rinascita di Villanova di Accumoli.

Lo dobbiamo a noi, ai nostri nonni che hanno costruito con sacrificio quelle case e alla cara Rosella Adduci, una delle tante vittime di quella tragica notte, che certo non avrebbe voluto vedere disperso il patrimonio di affetto e tradizioni che aveva contribuito a conservare.

Cerchiamo aiuto da chiunque sia nelle possibilità di darcelo: potete fare donazioni direttamente sull’ IBAN dell’associazione senza passare per intermediari.

Siamo alla ricerca anche di personaggi famosi che siano disponibili a partecipare a cene o feste benefiche, ma speriamo anche che qualcuno, in qualche evento già organizzato, possa destinare un piccolo contributo a Rinascita Villanova .

Chiunque può seguirci sulla nostra pagina Facebook Rinascita Villanova di Accumoli onlus o sull’omonimo sito. Potete conoscere chi ha fondato questa onlus, quali sono le nostre priorità, il nostro statuto e aggiorneremo puntualmente quello che riusciremo a realizzare con il contributo di tutti.

Noi non vogliamo arrenderci, aiutateci a non far sparire i nostri luoghi!
Grazie di cuore.
Stella”

Sito ufficiale Rinascita Villanova di Accumoli Onlus: http://www.villanovadiaccumolionlus.it/index.php/it/
Pagina Facebook: https://www.facebook.com/villanovadiaccumolionlus/

 

Immagini degli edifici di Villanova di Accumoli distrutti dal terremoto del 24 agosto e del 30 ottobre

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Laura. Donna, quasi moglie, mamma tascabile delle twins, orgogliosa zia di due adolescenti e della polpetta, blogger, creartista e webaholic. Scrivo di me, di loro e di tutto...per non dimenticare niente.

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