gemelli insieme o separati

Gemelli insieme o separati a scuola? Questo è il dilemma. Forse non sarà un dubbio amletico ma di sicuro è una scelta controversa per noi genitori di gemelli.

Continuerò a ribadire all’infinito che secondo me non ci sono regole predefinite, perché i gemelli non sono tutti uguali e la scelta dovrebbe spettare ai genitori, che li conoscono bene, e non alla scuola, che troppo spesso decide più per comodità degli insegnanti che nell’interesse dei bambini o dei ragazzi.

Quando ho pubblicato il post in cui ho scritto perché, a mio avviso, si dovrebbero mettere i gemelli nella stessa classe, ho ricevuto un messaggio da una lettrice molto speciale.

Si chiama Laura come me, e già questo gioca a suo favore 😉 , ma quello che la rende speciale è che ha 15 anni, fa un uso intelligente dei social network e dai suoi post e commenti traspare sempre molta serietà.

Laura ha una sorella gemella e, dopo avere letto il post, mi ha scritto per raccontarmi la sua esperienza da gemella, che ho pensato di condividere con voi, perché credo sia utile e importante conoscere il pensiero dei diretti interessati.

Gemelli insieme o separati a scuola? Cosa ne pensano… i gemelli

“Ciao Laura, ho letto il tuo post “perché mettere i gemelli nella stessa classe” sul tuo blog, che adoro e leggo ogni sera prima di addormentarmi (ndr. lacrima!) .

Ho solo 15 anni e non sono qua a scrivere per sostenere chissà quale tesi ma per raccontarti un po’ più nel dettaglio la mia esperienza da gemella a scuola, che magari nel suo piccolo potrà esserti utile.

Abbiamo frequentato la scuola materna nella stessa classe (non ricordo per quali ragioni ma credo sia stata una scelta dei miei genitori). Ognuna di noi ha sviluppato la propria autonomia e a scuola nessuna dominava sull’altra.

Mamma mi racconta che invece a casa io ero quella che impartiva ordini alla sorella. Forse all’asilo questo non emergeva perché il contesto mi frenava.

Alla scuola primaria ci hanno separate, perché era una regola della scuola separare i gemelli.

Non ho avuto nessun tipo di difficoltà, anche perché tra le due ero stata la più fortunata, in quanto tutte le nostre amiche dell’asilo erano capitate nella mia classe.

La difficoltà più grossa l’hanno vissuta i miei genitori… non so come abbiano fatto a resistere per 5 anni!

La nostra giornata tipo era: scuola fino alle 16.15, merenda e poi compiti, compiti e compiti! Mi ricordo che ci mettevamo il doppio del tempo effettivamente necessario.

La mamma si sedeva con noi alla scrivania, iniziava ad aiutare una e poi passava alla seconda, poi tornava alla prima e poi alla seconda, così finché non si finiva tutto.

Non so come siamo riuscite a conciliare tutto anche nei pomeriggi in cui avevamo le attività sportive!

Il dramma vero e proprio è scoppiato in terza primaria con l’inizio dello studio. Sì, il programma sarà stato pure lo stesso, ma le nostre maestre avevano modalitá di impostazione del lavoro praticamente opposte, mamma si ricorda che ad esempio in scienze (nonostante fosse lo stesso libro) io avevo iniziato a studiare dall’ultimo capitolo, mentre mia sorella, nell’altra classe, dal primo.

Non c’è mai stata una volta in cui le pagine da studiare o i compiti fossero uguali.

Mia mamma ha definito quegli anni un incubo vero e proprio, andava sempre a dormire con il mal di testa e più stanca di noi.

Forse, nel week-end la questione era leggermente migliore, perché con papà a casa dal lavoro, riuscivano a organizzarsi con noi gemelle.

Questo incubo, durato 5 anni, è finito alle medie con grande stupore da parte di tutti.

Quando è giunta l’ora di iscriverci alla scuola media, i nostri genitori, vista l’esperienza, e sapendo che le medie come lavoro a casa non hanno niente a che vedere con le elementari, hanno fin da subito espresso la volontà di metterci insieme.

La questione è stata naturalmente discussa anche con noi, che siamo state favorevoli a essere in classe insieme; con l’aggravante che mamma voleva iscriverci nella sezione a tempo prolungato, che prevedeva due pomeriggi fino alle 16.30 e che era solo una.

Avevano chiesto un colloquio con la preside, che poi accolse la richiesta dei nostri genitori.

Devo dire che è stata una grande fortuna stare in classe con mia sorella.

Ho scoperto un mondo a me sconosciuto e sono riuscita veramente a capire cosa significa avere una gemella.

I pro alle medie:

  • i compiti li facevamo (e facciamo) sempre insieme
  • con lo studio era diverso: io ci mettevo più tempo a studiare quindi ci ripetevamo la lezione solo dopo che tutte e due avevamo finito di studiarla
  • quando non capivo una cosa, ho sempre potuto confrontarmi con mia sorella
  • avevamo gli stessi orari e quindi eravamo più gestibili
  • il colloquio era uno solo, lo stesso per entrambe, quindi i nostri genitori non prendevano mattinate intere di permessi al lavoro
  • mamma non ha più passato i pomeriggi a studiare con noi, non guardava più il diario per controllare i compiti, ma siamo diventate autonome insieme
I contro: ci saranno stati, ma erano minimi e non me li ricordo nemmeno.

 

compiti

Io temevo tanto il conforto, avevo paura che potessimo sempre essere messe a paragone, ma per fortuna siamo capitate con un consiglio di docenti in gamba, che non ci considerava come “coppia di gemelle” ma come “due persone distinte”

Mi ricordo, che estraendo i numeri per l’interrogazione uscimmo io e lei insieme, e io mi sentii come se fossi interrogata con un altro mio qualsiasi compagno, perchè tra di noi non c’era rivalità e sapevamo che saremmo stata valutate singolarmente senza nessun tipo di confronto.

Per farci distinguere meglio, una cosa che non abbiamo mai fatto, soprattutto alle medie dove il problema era maggiore, era quella di vestirci uguali.

Io e mia sorella non siamo uguali, ci assomigliano molto di viso ma i capelli sono diversi.

I professori che alle medie ci vedevano per più ore alla settimana ci distinguevano. La prof. di tedesco invece, che ci vedeva 2 volte alla settimana, era abbastanza ovvio che non ci riconoscesse ma, se devo direla tutta, non sapeva nemmeno il nome degli miei compagni di classe.

Alle superiori invece i prof hanno molte più classi e non si ricordano sempre tutti i nomi, indipendentemente dal fatto che tu abbia un/una gemello/a.

Il primo giorno di scuola della prima liceo, i professori misero una mappa della classe sulla cattedra, con le diverse postazioni dei banchi e i rispettivi nomi.

Capita comunque che i prof. che insegnano in tante classi mi scambino per mia sorella ma anche per altre mie compagne.

In terza media, ho apprezzato tantissimo il fatto di essere con lei, ci siamo aiutate veramente tanto soprattutto in vista degli esami.

Essere in classe insieme, non è mai significato stare attaccate tutti gli intervalli o in tutti i momenti liberi. Certo ci capitava che all’intervallo fossimo nello stesso gruppo a chiacchierare, ma solitamente eravamo in gruppi separati.

Verso la fine della terza, abbiamo dovuto scegliere dove iscriverci alle superiori e le prof. ci consigliarono lo stesso liceo.

La mamma chiese loro come fosse stata l’esperienza di avere in classe due gemelle e loro risposero di essersi trovate benissimo e aggiunsero che saremmo potute stare benissimo insieme anche alle superiori. E così è stato.

Alle superiori, quando il carico di lavoro è notevole, apprezzo ancora di più essere in classe con mia sorella. Mi ritengo veramente fortunata di poter condividere la fatica con lei.

Sono straconvinta che questa sia stata la scelta giusta.

In questo secondo anno di liceo, quando purtroppo ho iniziato ad avere ansia da prestazione, mi bastava guardare mia sorella, anche se era dall’altra parte della classe, e riuscivo ad essere un pochino più serena. Mi bastava solo la sua presenza. Lo trovo veramente qualcosa di magico!

Se potessi tornare indietro sceglierei altre 1000 quello che ho scelto!”

Devo confessare che, leggendo le parole di Laura, ho versato anche più di qualche lacrima. Mi ha fatta commuovere soprattutto la consapevolezza che il legame con un gemello sia qualcosa di unico e magico.

Mi sono immaginata le mie bambine fare i compiti e studiare insieme alle scuole medie ma anche diventare sempre più complici da adolescenti.

Ringrazio davvero di cuore Laura per la sua testimonianza che spero possa essere illuminante per molti genitori di gemelli, che stanno valutando se mettere i gemelli insieme a scuola, come lo è stata per me.

 

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Laura. Donna, quasi moglie, mamma tascabile delle twins, orgogliosa zia di due adolescenti e della polpetta, blogger, creartista e webaholic. Scrivo di me, di loro e di tutto...per non dimenticare niente.

4 Comments

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    Bellissimo articolo, sono mamma di due gemelle, hanno 3 anni, ho deciso di farle stare insieme all’asilo perchè penso che i gemelli, soprattutto le mie, non nascano competitivi tra di loro ma che tutto cio che sta fuori dal loro modo tenda a renderli competitivi,per esempio chi ti ferma per strada potrebbe chiederti chi è il piu bravo/monello? Oppure studia piu /meno tua sorella! Io ho parlato con le insegnanti delle mie figlie cercando di fargli capire che anche frasi come “sono identiche ” non erano prese bene dalle mie bambine, una mi ha chiesto un giorno perchè tutti le confondessero e dicessero che erano uguali quando loro si sentono e sanno di essere diverse. Fortunatamente sto trovando delle ottime insegnanti che non fanno paragoni tra di loro ma le trattano come se non fossero neanche sorelle e ora infatti vanno molto piu volentieri a scuola.

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      Purtroppo è proprio come dici tu: è chi ci sta intorno che scatena la competizione nei gemelli con domande che non andrebbero mai fatte a nessun bambino (sei bravo o monello?). Spero di avere la tua stessa fortuna alle medie. Ti abbraccio

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    Ciao Laura, che dire i tuoi articoli sono sempre interessantissimi, appena ho visto il link su FB, sono venuta a leggerlo, non nego che anche a me è uscita qualca lacrimuccia…a pensarli grandi…che ci posso fare…forse sono esagerata dato che i miei hanno solo 23 mesi 😉 …però sto valutando anch’io per il prossimo anno l’inserimento alla materna e fin’ora non avevo mai pensato a questa scelta, non ti dico che mi ha messo ansia!!!
    Comuqnue ho incontrato educatrici aperte ad ogni nostra scelta e ci siamo dati un pò di tempo per vedere a settembre come evolvono le dinamiche tra gemelli. Diciamo che io vorrei tenerli insieme…
    Grazie a te Laura ed all’autrice della testimonianza

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      Grazie Roberta. Il consiglio che posso darti io è appunto di osservare le dinamiche tra gemelli. Per me non esistono regole fisse e la scelta dovrebbe spettare sempre ai genitori, perché sono gli unici a conoscere davvero i bambini e a sapere cosa sia meglio per loro. In ogni caso la scuola materna può essere un terreno di prova: se strada facendo ritenete di avere fatto la scelta sbagliata, potete sempre cambiare direzione alla primaria. Senza ansia, non temere! un abbraccio

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