I gemelli sono una benedizione

Quando si dice che i gemelli sono una benedizione

Tempo fa, quando le twins erano ancora piccine, mi capitò di leggere questa frase:

I am blessed because God chose me to be the mother of twins

che, per chi mastica l’inglese meno di me, significa “sono benedetta perché Dio mi ha scelta per essere madre di gemelli”.

E’ proprio così che ci sentiamo noi mamme di gemelli: benedette. Perché nonostante le difficoltà e il duro lavoro che dobbiamo svolgere quotidianamente, abbiamo la consapevolezza di avere ricevuto un dono che non è per tutti.

Oggi voglio raccontarvi una storia, che spero possa farvi emozionare, al di là di ogni fede religiosa, come ha fatto emozionare me quando ho fatto due chiacchiere con la protagonista, Rita, che è diventata mamma di gemelli non per caso…

Nomi ed età dei twins?

Samuel e Gabriele, quasi 11 anni

Sono gemelli monozigoti o dizigoti?

Dizigoti.

“Sono due” come avete reagito?

Fin da ragazzina, a 12-13 anni, ho sempre avuto problemi alle ovaie, cisti, policisti…

A 15 anni arrivò il ciclo, che peggiorò la situazione delle cisti. E tra ricoveri, intervento e ciclo per settimane intere, il ginecologo che mi seguiva ormai da anni, decise di farmi prendere la pillola.

Crescendo ho avuto le mie storie e i miei amori, finché è arrivato quello che poi è diventato l’uomo della mia vita (nonché padre dei miei figli).

Dopo un paio di anni che stavamo insieme decisi di interrompere la pillola, perché desideravamo tanto un figlio. Sapevo che avendo alle spalle otto anni di pillola non sarebbe stato semplice rimanere incinta.

Ho cercato la gravidanza per quattro lunghi e interminabili anni. Il ciclo era di nuovo sfasato, le cisti di nuovo all’attacco.

Cambiai ginecologo perché purtroppo il mio storico morì.

Quello nuovo mi fece fare diversi esami, terapie, ecografie, esame delle tube, terapie ormonali, per giungere alla conclusione  – ricordo ancora le sue amare parole –

“lei non può avere figli”

Caddi in depressione. Ripresi a fumare e mi buttai a capofitto nel lavoro. Ero incazzata col mondo e non accettavo quella frase. Quella situazione non doveva essere mia.

In tutto questo il mio compagno mi è sempre stato accanto. Fece nuovamente gli esami anche lui, forse per attribuirsi la colpa.

Quell’anno, il 2004, fu il più brutto anno che io abbia mai vissuto.

Poi un giorno, domenica 14 giugno 2015, ancora ricordo la data, mia madre mi convinse a fare una gita fuori porta con zie e cugine e mi portò a visitare il Santuario di Sant’Anna di Vinadio.

Sinceramente ci andai perché mi dissero che era pieno di bancarelle, ma quando entrai in quel santuario, e vidi in fondo vicino l’altare un arco pieno di fiocchi nascita – era davvero colmo di fiocchi rosa, azzurri…bellissimo! – lo varcai in quel momento mi venne solo da pregare e chiedere un figlio, la cosa che desideravo di più al mondo.

Tornammo a Torino e nonostante tutto mi sentivo serena e anche speranzosa, più fiduciosa (sensazione abbastanza strana da spiegare).

Continuai la mia vita serenamente, tra lavoro, uscite con amici e vacanze. Quell’anno andammo in Spagna, amavo il mio compagno sempre di più e tra noi tutto procedeva serenamente.

Il 29 settembre 2005 avevo un ritardo di 2 giorni. Mio marito dormiva. Io non volevo andare in farmacia a comprare un test perché avevo paura…un altro negativo non l’avrei retto ma era troppa la voglia e il desiderio di sapere.

Andai a comprarlo, mi promisi di prendere solo uno stick e così feci.

Tornai a casa…. e cavolo fu positivo. Positivo!

Non dissi nulla a mio marito se non sussurrargli “ti amo” mentre dormiva.

Andai in farmacia e chiesi conferma del risultato anche se era evidente.

La sera andammo a prendere un aperitivo prima di iniziare il servizio al ristorante e gli regalai un ciuccio: una sorpresa che ci saremmo portati dietro per tutta la vita.

Quando lo annunciammo alla famiglia, mia nonna mi disse con testuali parole “hai il culo grosso mi sa che fai gemelli!“. E così fu!

La mia reazione quando lo scoprimmo? Palpitazioni di cuore e risata isterica con mio marito, anche perché i suoi migliori amici con cui è cresciuto sono gemelli.

Ma c’è stata un sorpresa ancora più grande…

Scegliemmo i nomi senza consultare internet né dizionari dei nomi: Samuel e Gabriele.

Solo alla loro nascita, casualmente, andai a cercare il loro significato dei nomi e la loro storia: fu meraviglioso scoprire che erano gli stessi nomi dei figli di Sant’Anna.

Com’è stata la gravidanza?

Gravidanza vissuta serenamente. Mangiavo a più non posso perché pesavo solo 50 kg e quando dico che in gravidanza ho preso 32 kg non ci crede nessuno. A parte bruciori di stomaco sono sempre stata bene.

Ci racconti il giorno del parto?

Il ginecologo optò per un cesareo programmato alla 38^ settimana, per i problemi avuti con le cisti e perché sono piccola di bacino. E comunque a fine gravidanza un bambino era in posizione trasversale.

Mi fecero l’epidurale, ma non fece effetto fatto effetto, tant’è che salii sul lettino operatorio con le mie gambe.

Furono costretti a farmi l’anestesia totale e al mio risveglio ci furono delle complicanze respiratorie. Sono state gestite e controllate ma ho potuto vedere i miei figli solo dopo 8 ore dal parto.

Quali sono le difficoltà maggiori che avete incontrato nella quotidianità?

Zero dormite, zero aiuti, le influenze iniziavano e non finivano mai.

Avevo difficoltà a riprendere in mano la mia vita e andare a fare la spesa era diventato un passatempo. Ma la difficoltà maggiore era il continuo sentir dire fai cosi, fai colà , che è più stressante del dover gestire pianti inconsolabili e nottate in bianco.

…e una cosa che ti sembrava impossibile da fare invece è risultata più semplice del previsto?

Avere anche un terzo figlio (figlia) dopo 14 mesi dalla loro nascita.

I primi mesi di gravidanza avevo le nausee ma i miei maschietti si prendevano cura di me. Ricordo una sera in cui ero sdraiata sul divano e loro a turno mi mettevano i fazzoletti bagnati sulla fronte per farmi recuperare… era più l’acqua che mi buttavano addosso che altro!

Ho partorito ancora con cesareo, per la poca distanza tra le due gravidanze. Ero più agitata del primo parto per via di quello che era accaduto ma devo dire che l’ho vissuto appieno e ho potuto immaginare come avrebbe potuto essere quello dei twins se tutto fosse andato liscio.

Non mi ha mai spaventato gestire i bimbi e le situazioni da sola, tant’è che ho anche adottato un cane al canile. Certo non è stata una passeggiata ma Gaia è sempre stata brava.

Quando Gaia aveva 3 mesi i twins vennero presi al nido, quindi potevo dedicarmi a lei completamente. Sono riuscita ad allattarla 18 mesi ma cambiavo pannolini a cottimo!

Ricordo il delirio una sera a cena: Samuel vomitava a destra, Gabriele a sinistra e Gaia non si staccava dalla tetta. Mio marito era al lavoro e chi suona alla porta? Quelli del canile che venivano a controllare come trattavamo il cane! Fortunatamente hanno capito la situazione.

Gemelli a scuola: stessa classe o classi diverse?

Ho sempre cercato di metterli in classe insieme ma a priori la scuola si rifiutava, quindi sono sempre stati separati sia alla materna che alla primaria. Probabilmente saranno separati anche alle medie.

La domanda più assurda che ti abbiano mai fatto sui gemelli?

Poiché i gemelli sono uno biondo con carnagione chiara e l’altro moro con carnagione scura, una frase un po’ infelice che mi sono sentita ripetere spesso era se per caso me li avessero scambiati in ospedale.

Cos’è per te la gemellitudine?

La gemellitudine per me è complicità, sfida, amore unico e incredibile. E’ un dono riceverla ma anche viverla in prima persona.

Quale consiglio daresti alle future mamme di gemelli?

Non permettete a nessuno di dirvi cosa dovete o non dovete fare, solo così riuscirete a trovare l’equilibrio giusto per gestire ogni dinamica con i vostri twins.

Siete voi che crescerete i vostri figli. Si sbaglia, sicuro, ma solo voi troverete il rimedio giusto a ogni cosa.

 

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Author

Laura. Donna, quasi moglie, mamma tascabile delle twins, orgogliosa zia di due adolescenti e della polpetta, blogger, creartista e webaholic. Scrivo di me, di loro e di tutto...per non dimenticare niente.

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