la mamma delle gemelleAvevo un nome e una vita, una volta. Poi sono diventata la mamma delle gemelle, di fatto e di nome.

Sono la mamma delle gemelle da ormai 11 anni netti – lordi con 37 settimane e 3 giorni di gravidanza.

E’ passato così tanto tempo dalla nascita delle mie bambine, che a volte mi sembra di essere mamma da sempre e di non avere mai avuto una vita a.T (avanti twins).

Faccio persino fatica a ricordare come impiegavo il tempo senza figlie. Se non erro mi divertivo parecchio ma forse non me lo ricordo perché mi diverto di più adesso.

Cosa mi manca della mia vita a.T.?

La nascita di un figlio ti cambia significativamente la vita. L’arrivo di due gemelli o più te la stravolge completamente.

I primi mesi di gemellitudine sono i più difficili, soprattutto se si tratta dei primi figli. Le giornate sono scandite dai loro pianti, dalle poppate e dai cambi di pannolini. Ci si dedica completamente a loro e altro che pensare al cinema con le amiche o alle cene romantiche con il marito!

L’evasione più grande che puoi fare è un bagno caldo di tre minuti, che ti sembrano come tre ore in una spa.

All’inizio forse non si ha neppure il tempo per sentire la mancanza della vita precedente, perché quando la mente riesce ad allontanarsi per brevissimi istanti dai twins, si sposta subito su altri bisogni fisiologici, come mangiare un pasto caldo, andare in bagno e magari dormire per 2 ore di fila.

Tutto ciò che era banale e scontato, acquista improvvisamente un valore incommensurabile e non c’è spazio per i vizi.

Quando tutto inizia a prendere una piega diversa, quando i ritmi si stabilizzano e si ricomincia a cenare quando va in onda il TG della sera e non la replica notturna di Striscia la Notizia, realizzi che avevi una vita prima di avere i gemelli.

Avevo una vita. Mica una vita spericolata, ma una vita ordinaria come molte altre, fatta di un lavoro full-time, di corsi in palestra con le amiche, di un cinema ogni tanto e di qualche vasca in centro il sabato pomeriggio per fare shopping.

Se ci penso bene, dopo la nascita delle mie bambine non è cambiata poi molto. Dipende dalla prospettiva da cui si guardano le cose: ho ottenuto un lavoro da mamma h24, ho fatto più esercizio fisico con loro che in tutta la mia precedente vita, ho fatto full immersion di cartoni animati e ho fatto più shopping al Bimbostore che da Zara.

Quello che forse mi mancava di più della mia vita a.T., soprattutto all’inizio, non era quello che facevo quotidianamente – che diciamocelo a volte mi annoiava anche –  ma la vita sociale e il poter conversare con persone della mia stessa lingua, che non comunicassero solo attraverso pianti, capricci e rumori molesti nel pannolino.

Le mie amiche più care mi sono sempre state vicine e le ringrazierò all’infinito per questo. Venivano a fare l’aperitivo a casa mia e mi aiutavano ad allattare le bambine.

Ma per preservare la sanità mentale, avevo bisogno di riprendere contatto con il mondo esterno. Non importava dove: guardavo sotto una luce diversa perfino il collega rompiscatole e la coda alle poste.

Per la svolta della mia vita sociale ho dovuto però attendere l’inizio dell’asilo. Lì ho potuto conoscere molte altre mamme che avevano le mie stesse esigenze, le mie stesse abitudini e che parlavano la mia stessa lingua: il mammese.

Ho partecipato ai comizi all’ingresso e all’uscita dall’asilo. Sono stata eletta rappresentante di classe e tutti avevano bisogno di te. Mi invitavano portavo le bambine alle feste di compleanno e con la scusa che erano due e dovevano essere sorvegliate mi fermavo a chiacchierare e organizzavo merende a casa per bambini e mamme.

Avevo finalmente una nuova vita sociale ma il prezzo che ho dovuto pagare è stato la perdita della mia identità: nessuno mi ha più chiamata con il mio nome proprio ma per tutti sono diventata “la mamma delle gemelle”.

La verità è che sono orgogliosa di essere la mamma delle gemelle. E’ un’etichetta che mi appartiene e che comunque mi contraddistingue dalla massa di mie omonime.

Ho amato fin dal primo mento, e amo moltissimo ancora oggi questa identità, esattamente come amo le mie figlie.

E amo quello che ho imparato a fare e a condividere con loro ogni giorno. Sono tornata bambina, rivedendo a volte in una, a volte nell’altra, alcune sfaccettature del mio carattere e dei miei interessi ormai dimenticati.

Sono tornata a sognare con loro come sognavo un tempo. Mi sono emozionata di nuovo guardando i film Disney e andando a comprare gonne in tulle e magliette glitterate.

Ho riscoperto passioni che avevo chiuso nel cassetto per aiutare loro in un disegno o in una rovesciata – sì, una volta la facevo anch’io! –

Ho realizzato che studiare storia non è poi così male, se lo si fa per interesse e non per dovere.

Ho iniziato a guardare il mondo in modi diversi, e ho capito che condividere un’esperienza con qualcuno non significa viverla con le stesse emozioni e portarsi a casa lo stesso insegnamento.

Vorrei rassicurare le twins mamme in ascolto, dicendo a tutte che c’è vita anche sul pianeta gemellitudine. Si vive in modo diverso ma si vive ancora e con una doppia ricchezza in più.

I gemelli ti privano della tua vita ma te ne regalano una nuova, ancor più bella della precedente.

Bisogna spettare qualche anno forse, prima di riprendere le redini in mano, ma imparerete ad apprezzare ogni giorno, ogni scoperta e ogni regalo che la nuova vita vi offre.

Vivo questa vita da undici meravigliosi anni. Amo essere la mamma delle gemelle e non tornerei mai indietro.

la mamma dei gemelli massima

 

 

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Author

Laura. Donna, quasi moglie, mamma tascabile delle twins, orgogliosa zia di due adolescenti e della polpetta, blogger, creartista e webaholic. Scrivo di me, di loro e di tutto...per non dimenticare niente.

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