cosa significa adottare un cucciolo

Cosa significa adottare un cucciolo di barboncino nano

Erano diversi anni che le twins ci chiedevano di poter adottare un cucciolo e finalmente, dopo avere superato un serie di impedimenti, alla fine dello scorso anno abbiamo deciso di fare loro questo regalo.

Regalo in tutti i sensi, perché il nostro Kiwi è stato una meravigliosa sorpresa in occasione del Natale ma anche perché il suo arrivo ha portato grandi benefici a tutta la famiglia.

Benefici che non sono stati immediatamente tangibili, anzi, i primi mesi con lui sono stati molto impegnativi in termini di adattamento, gestione e organizzazione.

Un cucciolo è un impegno

Bella scoperta! Molte famiglie sono frenate nell’adottare un cucciolo proprio perché si sa che è un impegno. Quello che non si sa è in cosa consista esattamente questo impegno, soprattutto se non si è mai vissuta questa esperienza in passato e ci si basa più che altro sul sentito dire.

E’ sicuramente un impegno economico.

Specialmente se si decide di adottare un cucciolo proveniente da un allevamento (mi raccomando che sia fidato!), bisogna mettere in preventivo un bella cifra, che varia ovviamente in base alla razza.

Le spese veterinarie sono imprescindibili: vaccinazioni, visite periodiche, malanni di stagione, farmaci per la prevenzione delle pulci e della filariosi.

A questi costi vanno aggiunte le spese per il mantenimento, dal cibo agli accessori di uso quotidiano (guinzaglio, cuccia, spazzola, cappottino…), e dalla toelettatura (se non volete farlo sembrare Cugino Itt come Kiwi) agli eventuali dog-sitter in caso di vostra assenza.

cucciolo di barboncino prima della toelettatura

E’ un impegno in termini di tempo.

Il cane, soprattutto da cucciolo, richiede molte attenzioni e quindi tempo.

Deve mangiare a orari regolari, ha necessità di giocare, fare movimento, correre e stare all’aria aperta, anche quando fuori fa -4°! Ovviamente, se vivete in appartamento, lo dovete portare fuori anche per fare i suoi bisogni!

Ho notato che il barboncino apprezza di più il freddo che il caldo  del resto, con tutto quel pelo, come dargli torto?! – di conseguenza d’estate va fatto anche qualche bagnetto in più per rinfrescarlo.

Insomma non si può adottare un cucciolo e pensare di poterlo lasciare tutto il giorno in casa da solo.

adottare un cucciolo

Adottare un cucciolo significa impegnarsi a educarlo

L’impegno più grande che ci si deve assumere quando si decide di adottare un cucciolo è la sua educazione.

Devo ammettere che tra tutti gli impegni questo è quello che ci ha colti più impreparati.

Quando abbiamo adottato Kiwi aveva tre mesi. Ci siamo rivolti a un allevamento di barboncini nani, perché è una razza che non perde pelo e che non ci avrebbe creato problemi di allergia.

In allevamento ci diedero un vademecum, una sorta di libretto di istruzioni dove, oltre ai promemoria sulle visite e le vaccinazioni mancanti, c’erano alcune indicazioni su come gestire i suoi bisogni.

I cuccioli non sono in grado di controllare lo stimolo e hanno necessità di fare pipì parecchie volte durante il giorno.

Poiché non è possibile prevedere gli orari esatti, né gestire uscite molto frequenti, si può insegnare ai cuccioli a utilizzare la traversina, il tappetino assorbente che si usa anche per il cambio dei neonati.

Kiwi era già stato abituato nell’allevamento, quindi eravamo già a metà dell’opera e abbiamo limitato gli incidenti in casa 😉

Dopo avere completato il ciclo di vaccinazioni e vere avuto l’ok dal veterinario per farlo socializzare con gli altri cani, ci immaginavamo piacevoli passeggiate in compagnia del nostro cucciolo, invece…

Avevamo dato per scontato che la cosa più naturale del mondo per un cane fosse marcare il territorio fuori casa. Kiwi invece adorava sì andare a passeggio ma non vedeva l’ora di tornare a casa per fare pipì sul suo tappetino.

Appena avevamo un’ora libera, lo portavamo fuori e insieme vagavamo per il quartiere al freddo e al gelo di dicembre in attesa della pipì santa, che invece non arrivava mai.

Educare un cucciolo non è difficile…se sai come farlo!

Abbiamo tirato su due gemelle, non potevamo certo lasciarci intimorire da un cucciolo di barboncino, quindi non ci siamo arresi.

Soprattutto non mi sono arresa io!

Quando a gennaio tutti abbiamo ripreso le normali attività scolastiche e lavorative, ho stabilito degli orari per le uscite con Kiwi, in modo da non togliere troppo tempo al mio lavoro e da rispettare anche le sue necessità: mezz’ora di prima mattina, mezz’ora a pranzo, mezz’ora a metà pomeriggio e un’uscita serale, dopo cena, di durata variabile.

Uscire ogni giorno nei medesimi orari, seguire sempre lo stesso percorso e avvertire il passaggio di altri cani gli ha fatto acquisire sicurezza e familiarità anche con l’ambiente esterno.

Ha iniziato a marcare le zone in cui si fermava più spesso e ogni volta gli davo in premio un paio di croccantini.

Nel giro di un paio di settimane, Kiwi era spannolinato 😉

Ho imparato che i cuccioli, come i neonati, hanno bisogno della loro routine e delle loro certezze e che basta quindi davvero poco per educarli.

Il premio rimane una strategia vincente in tutte le fasi della crescita, è un incentivo a ubbidire ma anche un mezzo per insegnare al nostro amico a quattro zampe a fare cose nuove.

cucciolo di barboncino nano

Adottare un cucciolo significa diventare amici inseparabili

Adottare un cucciolo significa assumersi un grande impegno, questo è vero, però non bisogna sottovalutare l’impegno che anche lui si assume nei nostri confronti.

Che il cane sia il migliore amico dell’uomo non è solo una frase fatta, è la realtà, ma si può comprendere solo se si vive in prima persona.

Kiwi ha sicuramente stravolto le nostre vite in termini di abitudini e di impegni ma ha portato molta più allegria e serenità in casa.

Ha l’innata capacità di mettere d’accordo le twins che, pur di renderlo felice, si sforzano sempre di trovare un punto di incontro.

Da quando c’è Kiwi sono diventate più responsabili: si occupano di lui, gli preparano la pappa, lo portano a spasso e stanno attente che non si cacci nei guai.

Lui le adora: piange quando le accompagniamo a scuola la mattina e, quando le andiamo a riprendere, fa loro un sacco di feste.

Per quanto mi riguarda invece, oltre a essere in buona compagnia mentre lavoro, mentre mangio,  quando sto male e persino quando vado in bagno, ho una buona scusa per fare un po’ di attività fisica: portare Kiwi a passeggio mi obbliga a camminare almeno un’ora ogni giorno. Capita addirittura che, finita la passeggiata con lui, io esca ancora a fare qualche chilometro a passo più veloce.

Sì, perché il barboncino, almeno il nostro, non è un grande sportivo. Kiwi adora uscire e giocare nei prati ma, soprattutto ora che fa caldo, appena trova un po’ di ombra, si sdraia e si gode il fresco dell’erba 😉

Giocare con lui regala spensieratezza, libera la mente da tutti i pensieri e fa riscoprire la bellezza delle piccole cose.

Non ci siamo pentiti nemmeno per un istante di avere adottato Kiwi e ora non riusciremmo a immaginare la nostra vita senza di lui. Lo porteremo sia al mare che in montagna e non vediamo l’ora di fargli fare nuove esperienze, e soprattutto di viverle insieme a lui!

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adottare un cucciolo di barboncino

Ne approfitto per segnalarvi un gruppo Facebook di twins mamme, che oltre ai gemelli hanno anche figli pelosetti (tra cani e gatti) e che mi sono state di grande aiuto nel momento del bisogno. Il gruppo si chiama Pets & Twins Mum

 

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Author

Laura. Donna, quasi moglie, mamma tascabile delle twins, orgogliosa zia di due adolescenti e della polpetta, blogger, creartista e webaholic. Scrivo di me, di loro e di tutto...per non dimenticare niente.

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