Gemelli adolescenti: una sfida per i genitori e non solo

I gemelli adolescenti rappresentano una vera e propria sfida per i genitori, ma anche per tutto il contesto sociale che li circonda!

Adolescenza e identità

Un elemento importante per lo sviluppo dell’identità dell’adolescente è l’individualità. Il processo che conduce all’individuazione coinvolge tutti gli essere umani. Lo scopo è definire una differenziazione da chiunque altro, affermando la propria identità. L’individualità si accentua soprattutto durante l’adolescenza ed è caratterizzata da due dimensioni:

  • l’autoassertività: l’abilità di avere e comunicare un punto di vista
  • l’unicità: l’utilizzo di modelli comunicativi per esprimere ciò che rende diversi

Il percorso verso l’individuazione di ogni essere umano come persona distinta e divisa da chiunque altro è inevitabile per tutti.

Per i gemelli adolescenti questa sfida di sviluppo può essere molto più ardua. Separarsi mentalmente dal proprio gemello, oltre che dai propri genitori, può portare a lotte e a conflitti interiori ed espliciti.

Quali sono per i gemelli gli ostacoli più ardui da superare durante l’adolescenza?

Lo sviluppo dell’identità corporea

Ogni persona definisce la propria identità anche per mezzo del proprio corpo.

L’immagine fisica che la persona ha di sé può influenzare la sua autostima e il senso del sé. Questa consapevolezza e questo processo di sviluppo raggiunge l’apice durante l’adolescenza, momento di cambiamento fisico e biologico.

Ma cosa succede nei gemelli?

Per quanto riguarda i gemelli monozigoti una ricerca ha evidenziato risultati interessanti.

Lo studio è stato condotto dal team di ricercatori guidato da Salvatore Maria Aglioti, responsabile del Laboratorio di Neuroscienze sociali della Fondazione Santa Lucia e la Sapienza. Di questo gruppo fa parte anche Antonia Stazi, direttrice del Registro gemelli dell’Istituto superiore di sanità.

La ricerca ha confrontato i meccanismi di riconoscimento del proprio volto in gemelli monozigoti con quelli della maggior parte della popolazione. Nello specifico, è stato studiato il processo di auto-riconoscimento.

Sono stati definiti gruppi di tre persone: due gemelli con età media di 21 anni e una persona a loro legata in modo significativo. Veniva mostrata un’immagine contenente i loro tre volti affiancati, per un tempo brevissimo di circa 30 millesimi di secondo. L’analisi dei dati ha evidenziato che “i gemelli hanno maggiore difficoltà a riconoscersi e si comportano con il proprio volto allo stesso modo che con quello dell’altro, anche se non li confondono.

“Sono Io o sei te?”

Il “non gemello” è più facilitato a riconoscere sé in una fotografia e, quando si è riconosciuto, tende a mantenere lo sguardo sulla propria immagine. I gemelli no”.

Questo risultato ha determinato tante domande e riflessioni sui meccanismi di formazione dell’identità corporea e della consapevolezza di sé.

Indipendenza e differenziazione.

L’adolescenza è caratterizzata da una spinta verso l’autonomia.

“Ce la posso fare da solo”.

L’adolescente è costantemente alla ricerca dell’indipendenza. È animato dal desiderio di passare il tempo con i coetanei, nei luoghi che lo rispecchiano e in attività adeguate ai propri interessi. Vuole dimostrare a tutti che è lui ad avere il controllo e la responsabilità della propria vita, e non i genitori.

Nel caso dei gemelli questa dinamica può essere ancora più intensa.

Molti gemelli lavorano per differenziarsi dai propri genitori, ma si trovano legati ancora di più al proprio co-gemello. Il risultato potrebbe essere un forte bisogno di libertà vissuto da entrambi i gemelli, unito ad un senso di paura per l’idea del distacco dal loro legame intenso. Potrebbe esserci il timore di dover affrontare il mondo da soli.

Molti gemelli abbandonano l’idea della differenziazione giungendo ad un’età adulta complessa caratterizzata da una difficoltà a raggiungere la piena autonomia. Si tratta soprattutto dei gemelli il cui processo di differenziazione è stato poco coltivato durante l’infanzia.

E’ importante ricordare che differenziarsi dall’altro non vuol dire rinunciare all’altro. Differenziarsi significa comprendere l’unicità del proprio IO che è differente da quello delle altre persone. L’amore e l’affetto rimangono inalterati. Differenziarsi vuol dire riconoscere le proprie emozioni, il proprio carattere, i propri desideri, le proprie abilità, le proprie aspirazioni e sulla base di questi aspetti delineare un proprio progetto di vita individuale.

Bowen affermava: “Il concetto della differenziazione del sé ha a che fare con la misura in cui una persona diviene emotivamente differenziata dal genitore…”

“…e dal co-gemello”, aggiungerei.

I conflitti.

Durante l’adolescenza, anche se l’attaccamento ai propri genitori e al proprio co-gemello rimane forte, le relazioni non sono sempre così semplici e lineari. Durante l’adolescenza si assiste ad un incremento dei conflitti.

Questo può essere causato da una serie di fattori:

  • i cambiamenti biologici legati alla pubertà
  • i cambiamenti cognitivi che determinano un aumento dell’idealismo e del ragionamento logico
  • i cambiamenti delle aspettative dei genitori e dei figli

Il gemello potrebbe entrare in conflitto non solo con i genitori, ma anche con il proprio co-gemello.

Quali strategie adottare?

Ogni gemello è un individuo unico, caratterizzato da aspettative, personalità, desideri e valori propri.

Quindi, durante l’adolescenza i gemelli potrebbero scontrarsi a causa delle differenze in questi aspetti. Si tratta di un tipo di conflitto che, se ben gestito, può essere costruttivo per la crescita e per lo sviluppo dell’indipendenza.

Paradossalmente i conflitti possono esercitare una funzione protettiva nello sviluppo. Gli scontri portano a negoziare e a mediare. Tutto ciò può facilitare la transizione dell’adolescente dalla dipendenza dalle persone importanti per lui ad un’autonomia individuale.

Quindi, i genitori, gli educatori, gli insegnanti, gli amici e i gemelli stessi dovrebbero mediare questi conflitti in modo da facilitare una relazione gemellare basata su affetto e indipendenza. Dovrebbero considerarli come individui singoli e non solo come coppia.

I gemelli dovrebbero avere spazi propri, fisici e mentali, in linea con le proprie inclinazioni. Ogni gemello dovrebbe sviluppare relazioni singole con le persone importanti per lui.

Il segreto è:
  • non forzare tempi e situazioni
  • ascoltare i vissuti
  • fare attenzione ai bisogni e ai desideri

per arrivare ad un processo di differenziazione nell’adolescenza spontaneo e salutare.

L’affetto e l’amore non si toccano, ma è importante lavorare sulle differenze e sulle unicità.

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Author

Dopo essermi laureata all’Università degli Studi di Firenze e avere ottenuto l’abilitazione, ho aperto il mio studio privato di psicologia. Lavoro con i bambini e gli adolescenti, con le loro famiglie e con i loro insegnanti. Il mio intervento può diventare utile nei casi in cui il bambino presenta problematiche legate alla scuola, sia sul versante dell’apprendimento sia in quello emotivo, o difficoltà più generali relative alla vita quotidiana. Mi interesso quindi di disturbi specifici dell’apprendimento, difficoltà di apprendimento, difficoltà scolastiche, orientamento scolastico e professionale, difficoltà relazionali e affettive e difficoltà familiari. In questa rubrica non vi offrirò delle ricette e non vi dirò “dovete fare così!”. Ogni persona, bambino e famiglia è un’entità unica con specifiche caratteristiche, dunque, non possiamo sempre generalizzare. Tuttavia, vi offrirò delle conoscenze derivanti da celebri studi e dalla mia esperienza per delineare una strada che sostenga il pensiero del lettore, che lo porti ad interrogarsi e a riflettere su alcuni comportamenti o problemi che interessano la sfera familiare e quella infantile.

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